Margarita, il cocktail che porta il Tequila per il mondo

MARGARITA-COCKTAIL

"I due liquori avevano lo stesso colore trasparente. All’apparenza poteva sembrare acqua distillata, ma se la tequila sapeva di fuoco, il Cointreau era miele."
(Y.Mishima)

Il Margarita è un grande classico della miscelazione, e come ogni classico che si rispetti ha un’origine misteriosa. E’ comune attribuire a Danny Negrete la prima costruzione del drink, in occasione delle nozze del fratello con la bella Margarita.

Un altro Denny, il barman Carlos “Danny” Herrera, sostenne di avere inventato il drink a Tijuana, in omaggio ad una bella ballerina, solita consumare Tequila.

Margarita Henkel e Margarita Sames potrebbero essere le donne ispiratrici del drink. La prima – figlia dell’ambasciatore tedesco locale – ispirò Don Carlos Orozco a creare il drink presso un anonimo bar di Ensenada. La seconda – compagna del magnate Tommy Hilton – fece preparare il drink durante una vacanza ad Acapulco: il drink riscosse così tanto successo che indusse il signor Hilton a farlo inserire nelle drink list dei bar dei suoi hotel.

Ricetta del Margarita

La ricetta della versione ufficiale che compare nel ricettario ufficiale IBA del 2020:
• 5 cl tequila
• 2 cl Cointreau
• 1,5 cl succo di lime spremuto fresco

Bicchiere: cocktail glass
Metodo: shake and strain
Garnish: rim di sale (opzionale)
Procedimento: versare gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, agitare vigorosamente e versare filtrando nel bicchiere raffreddato. Come opzione: prima di versare dallo shaker al bicchiere, si può applicare un rim di sale sul bordo della coppa.

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dots

Il Margarita – ad eccezione della prima edizione del 1961 – è sempre stato incluso nei ricettari ufficiali IBA.

Il Margarita è stato il drink preferito dal celebre scrittore Jack Kerouac, che a proposito dell’alcol diceva: “non bere per ubriacarti, ma per goderti la vita”.

Il Margarita è il cocktail nazionale del Messico: ogni 22 febbraio viene celebrato in tutto il mondo il National Margarita Day.

Il Picador, drink a base di succo di lime, Cointreau e Tequila, ha un aspetto molto simile al Margarita: compare per la prima volta nel ricettario “Cafè royal Cocktail Book” di William J. Tarling.

Il mio Margarita

Costruisco il mio Margarita in questo modo:
• 5 cl tequila Casamigos blanco
• 2 cl Cointreau
• 1,5 succo di lime fresco chiarificato

Bicchiere: coppa vintage
Metodo: shake and double strain
Garnish: nessuna
Procedimento: versare gli ingredienti nello shaker con ghiaccio ed agitare, effettuando un doppio strain per ottenere un drink il più pulito possibile. Se richiesta, applicare un crusta di sale sulla coppa vintage raffreddata nel freezer, versare filtrando nel bicchiere.

Il Margarita è uno di quei drink che costruisco in free pouring e che voglio abbia l’aspetto più pulito possibile: ciò lo ottengo usando il succo di lime chiarificato e il doppio straining. Preferisco adottare una coppa vintage – più bassa e larga – perché trovo troppo “cheap” la coppa margarita.

Personalmente preferisco un Margarita on the rocks servito in un old fashioned o un rock bordato di sale, e sono convinto che in alcuni bar di hotel messicani si usi così.

Prodotti

tequila-casamigos
my two cents

Mexico e nuvole la faccia triste dell’ America, il vento soffia sull’armonica, che voglia di piangere ho…”. Per chi, come me, ha un lustro di vita sulle spalle ed è nato e cresciuto nei dintorni di Milano, non può non continuare il ritornello e pensare a Enzo Jannacci. Per quelli più giovani ahimè… se pur orecchiabile, il ritornello vi dirà poco. Bentornati miei cari lettori, oggi parleremo del Margarita. Nonostante io mi sforzi a non trovare legami nel vissuto quotidiano – di conseguenza a non raccontarveli più – mi viene voglia di scrivere novelle infarcite di ricordi ed assonanze.

E non si può esser asettici ed apatici mentre si racconta un monumento alla miscelazione quale in nostro Margarita. Quale miglior contesto per chiarire una volta per tutte che il distillato d’agave, colonna portante del suddetto cocktail (nelle sue versioni, blanco , anejo e reposado) si pronuncia al maschile. Di seguito, senza arrogarmi nessun diritto, da giurista del vocabolo, ne da possessore del verbo della miscelazione, andrò semplicemente a citar fonte decisamente attendibile. Gli esperti e/o appassionati di tequila quindi insistono molto sul fatto che il nome in italiano si debba usare come maschile. Si legga ad esempio questo incipit di un articolo su come si beve questo liquore: “Rigorosa premessa: la corretta declinazione di genere per questo distillato è al maschile. Si dice quindi il tequila e non la tequila”. I dizionari della lingua italiana, però, registrano la voce come sostantivo femminile (fonte Accademia della Crusca). Dopo questa doverosa precisazione senza trascurare l’accezione del dizionario italiano , Privo di ogni sensibilità per questo distillato fluido che non ne vuol sapere di non avere un identità sapete cosa vi dico :“ Cosi è se vi pare”.

Con crusta di sale o senza ? Premesso che la bordatura attorno alla coppa che prende il nome del drink – qualora fosse gradita – va con il sale non con lo zucchero; le divinità della miscelazione vi osservano e vi puniranno se berrete un Margarita con lo zucchero . Ma perché bordare il bicchiere con il sale? Proverò a darvi una mia spiegazione, dopo aver fatto un po’ di ricerche. I motivi sono diversi e senza annoiarvi più del dovuto passo subito al sodo. Il tequila è un distillato di un fermentato d’agave: tale distillato era di uso comune esser consumato dalle popolazioni messicane in recipienti rudimentali ed accompagnato con del succo di lime fresco, con altri agrumi spremuti.

Accompagnare questo distillato con una punta di sale era – come detto – prassi normale. Il sale, oltre che da involontario esaltatore di gusto, permetteva di trattenere più a lungo i liquidi in corpo, diminuendo la sudorazione dovuta alle temperature, resa ancora più sgradevole dalla presenza nel distillato di elementi naturali co e le saponine (contenute nell’agave). Il Margarita o lo ami o lo odi, ed io – come tutti gli attori di Hollywod – nutro un’affezione speciale per questo distillato schietto, potente, popolare, dal piacevole equilibrio sia al naso che al palato, in un susseguirsi di frutta matura, vaniglia , punte piccanti.

Un Margarita
da guardare

Dal tramonto all’alba – Di Robert Rodriguez

Un Margarita
da ascoltare

Rammstein – Du hast

Un Margarita
da leggere

Pala e tequila – Beppe Pozzetto

Analisi sensoriale

Or su dunque cosa indugiate, non è ora di farsi una serata a Margarita ? Questo cocktail racchiude in se tutto lo spirito indomito e tormentato del Messico. Se dovessi dipingerlo, le tinte sarebbero forti ed intense come i ricami che adornano i vestiti dei Mariachi. Forse dipingerei in stile tattoo una splendida ballerina intenta a danzare sulle note dei musicisti di strada, magari il 5 di maggio: il Cinco de Mayo celebra la sconfitta di un contingente francese da parte dell’esercito messicano, un episodio che avvenne nella battaglia di Puebla il 5 maggio 1862, e da allora passato alla storia. Con tutta l’immaginazione che potete mettere in campo, pensate al momento tanto agognato di prepararvi un buon Margarita, in solitaria mentre vi state preparando un buon piatto di capesante scottate, o magari a bordo della vostra piscina. Perché no.

Al primo sorso, la commistione sale, che inevitabilmente andrà a mischiarsi con il drink, sarà un vero colpo al cuore. Credetemi: tutto verrà amplificato ed esaltato. Le no e del tequila sottobraccio con gli zuccheri e il gusto dell’arancia, espressi dal liquore Cointreau, danzeranno nel vostro palato sballottati di qua e di là dal traino del succo di lime fresco. La gradazione – anche se diluita – molto intensa del tequila in bocca andrà a solleticarvi ogni recettore gustativo. Il sale ed l’acidità residua andranno a pulirvi il palato facendovi chiedere un altro sorso. Al naso un’arancia accompagnata dalle note del tequila e del lime andranno ad aprivi completamente le vie respiratorie. Amo il sale, anche il suo profumo, amo le performance che può garantire sempre sapendone dosare le quantità. La bordatura di sale, se fatta bene, la trovo una delle guarnizioni più geniali mai inventate. Piccolo inciso: la bordatura secondo me va solo su questo drink. Non amo i pasticci, i cloni , le varianti; a meno che voi non possiate assumere del sale, per motivi di salute, non fate gli schizzinosi e bevete questo drink come va bevuto. Detesto quelli che quando ordinano una pizza si fanno ogliere gli ingredienti. Andranno all’inferno nel girone dei Capricciosi.

VOLUME ALCOLICO: 25,8

TASTE

DOLCE
SALATO
ACIDO
AMARO
UMAMI

SIGHT

LIMPIDEZZA

velato

COLORE

giallo verdolino

CONSISTENZA

abbastanza consistente

EFFERVESCENZA

non presente

SMELL

INTENSITA’: intenso

COMPLESSITA’: complesso

QUALITA’: fine

DESCRIZIONE: aromatico / fragrante / speziato / agrumato/ fruttato

ESAME GUSTATIVO / OLFATTIVO

MORBIDEZZA
zuccheri: amabile
alcoli: caldo
polialcoli: abbastanza morbido
DUREZZA
acidi: fresco
tannino: non presente
Sali minerali: scipito

Equilibrio: equilibrato
Intensità: abbastanza intenso
Persistenza: persistente
Qualità: fine
Struttura o corpo: di corpo
Stato evolutivo: pronto
Armonia: armonico

Il Margarita fatto a casa

Per preparare un buon cocktail servono poche cose: un buon tequila (io al locale uso Casa Amigos Blanco), un correttore di gusto (liquore Cointreau ), del lime, uno shaker, del ghiaccio, del sale una coppa (se non avete la coppa Margarita, quella a Y andrà bene lo stesso) del ghiaccio e tanta voglia di bere. Con l’aiuto di un misurino versate nel mezzo tin il tequila (5 cl ovvero circa mezza tazza di caffè), se avete un misurino meglio ancora, se no affidatevi al famoso misurino per sciroppo. Subito dopo versate il liquore Cointreau (2 cl, circa 1/6 di una tazzina da caffè) ,ed infine il succo di lime (1 ,5 cl , meno di 1/6 di una tazzina da caffè).

Ovvio, anche per gli ultimi due ingredienti utilizzeremo, se lo abbiamo, il misurino. A questo punto prendiamo la nostra coppa ghiacciata direttamente dal freezer .Qui dobbiamo essere veloci e scaltri come una faina in un pollaio. Andiamo a bordare il nostro bicchiere appoggiandolo ancora ghiacciato su di un velo di sale, che abbiamo steso precedentemente su di n piattino. Quindi togliamo l’acqua in eccesso dalla parte grande del nostro shaker (tin) che avevamo riempito con ghiaccio. Uniamo tin e mezzo tin ed andiamo a shakerare vigorosamente . Aiutandoci con un cucchiaio o un colino – se non abbiamo lo strainer – andiamo a versare il nostro Margarita nella coppa ancora ghiacciata. Il tutto con molta delicatezza, cercando di non rovinare la bordatura al sale dentro e fuori la coppa. So a cosa state pensando: io non ho ancora comprato lo shaker. In questo caso utilizzeremo una borraccia dell’acqua, che in questi anni vanno tanto di moda.

E se a casa ho un altro tipo di shaker? Nessun problema, andiamo a vedere gli accorgimenti da utilizzare per la riuscita del drink. Il cobbler – o shaker a tre pezzi – al contrario dei parenti boston shaker ed bullet si compone di tre parti. Una dove introdurre i liquidi ed il ghiaccio, un cappello con filtro a fori incorporato ed un tappo di chiusura. Perfettamente sovrapponibili. Dopo aver scolato l’acqua in eccesso derivata dal ghiaccio, versare i liquidi, chiudere successivamente il cappello e il tappo. Con il pollice ben saldo sul tappo iniziare a shakerare . Rimuovere solo il tappino di chiusura e versare delicatamente nella coppa. Adesso gustatevi il vostro Margarita e salute!

Media consigliati

Numerosi ricettari e blog trattano del Margarita, tra i quali alcuni volumi recenti:

E-BOOK

Drink Fiction Vol.1
G.J. Sotes – M. Duranti – C. De La Pierre

E-BOOK

I Cocktail IBA
Professione Barman

POST

Margarita cocktail and its history
diffordsguide.com

POST

Margarita
cointreau.com

Il Margarita nel tempo

Le notizie riguardanti il Margarita compaiono su numerose riviste e menù, tuttavia manca una precisa cronistoria del drink che sia ritenuta affidabile. Ciò è in parte dovuto dalla pubblicazione di numerose ricette del Margarita che hanno altri nomi. Per una corretta timeline facciamo quindi affidamento ai ricettari ufficiali dell’IBA:

1986
iba-1986
Cocktail IBA - 2° edizione

MARGARITA
6/10 TEQUILA
3/10 COINTREAU
1/ 10 SUCCO DI LIME
Versare gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, agitare e versare attraverso lo strainer nel bicchiere precedentemente bordato di sale.

1993
Cocktail IBA - 3° edizione

MARGARITA
5/10 TEQUILA
3/10 COINTREAU
2/10 SUCCO DI LIME
Versare gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, agitare e versare attraverso lo strainer nel bicchiere precedentemente bordato di sale.

2004
iba-2004
Cocktail IBA - 4° edizione

MARGARITA
1 1/4 oz | 3,5 cl TEQUILA
3/4 oz | 2 cl COINTREAU
1/2 | 1,5 cl SUCCO DI LIME SPREMUTO FRESCO
Versare gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, agitare e versare attraverso lo strainer nel bicchiere precedentemente bordato di sale.

2011
iba-2011
Cocktail IBA - 5° edizione

MARGARITA
1 1/4 oz | 3,5 cl TEQUILA
3/4 oz | 2 cl COINTREAU
1/2 | 1,5 cl SUCCO DI LIME SPREMUTO FRESCO
Versare gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, agitare e versare attraverso lo strainer nel bicchiere precedentemente bordato di sale.

2020
iba-2020
Cocktail IBA - 6° edizione

MARGARITA
1 3/4 oz | 5 cl TEQUILA
3/4 oz | 2 cl COINTREAU
1/2 | 1,5 cl SUCCO DI LIME SPREMUTO FRESCO
Versare gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, agitare e versare attraverso lo strainer nel bicchiere precedentemente bordato di sale.

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